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Giovanna Marini, racconta in un libro il suo viaggio musicale nel Gargano _____________________________________________________________________
La casa edtitrice francese ACTES SUD ha pubblicato il volume Giovanna Marini, II canto Necessario (Ignazio Macchiarella), Raccontar-Cantando.Cantare-Viaggiando (Giovanna Marini), 2007, pp. 320, con CD allegato, al prezzo di Euro 39.
Il Gargano viene citato alle pp. 125, 134, 207-209.
Si tratta della ripubblicazione, con i dovuti aggiornamenti e in edizione francese, dei libri Il Canto Necessario, di Ignazio Macchiarella (Nota CD book, Udine, 2005), Una mattina mi son svegliata. La musica e le storie di un’Italia perduta, di Giovanna Marini, (Rizzoli, Milano, 2005).
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Il legame profondo di Giovanna Marini con il territorio garganico e l’amicizia con Salvatore Villani sono testimoniate nel suo ultimo libro in italiano ‘Una mattina mi son svegliata - La musica e le storie di un’Italia perduta’ pubblicato recentemente dalla Rizzoli, 2005, al prezzo di Euro 15,50.
La grande musicista italiana, che da oltre quarant’anni solca i palcoscenici di tutto il mondo, come fedele interprete delle nostre tradizioni musicali e che raggiunge il culmine della popolarità con il disco inciso nel 2002 insieme a Francesco De Gregori dal titolo ‘Il fischio del vapore’ e la collaborazione con il suo quartetto vocale allo spettacolo di Marco Paolini ‘I-TIGI, Canto per Ustica’ del 1999, racconta in questo libro, oltre a quattro decenni di musica italiana, i viaggi che ha affrontato in giro per l’Italia alla ricerca di riti, cantori e suonatori popolari, con i suoi allievi della Scuola Popolare di Testaccio e dell’università Paris-VIII di Saint Denis.
La Marini conosce Salvatore Villani nel 1997 in occasione del Carpino Folkfestival. L’etnomusicologo garganico in qualità di direttore scientifico della manifestazione carpinese, su segnalazione di Ignazio Macchiarella docente di etnomusicologia all’Università di Trento, invita la compositrice e folk-singer romana a partecipare al dibattito sulla musica di tradizione orale e la sua riproposta. Nella serata dedicata ai gruppi di tradizione orale la Marini ascolta i magnifici canti delle donne di Ischitella, ne è entusiasta, se ne innamora, e propone a Salvatore Villani di organizzare un viaggio sul Gargano l’anno dopo per far conoscere ai suoi allievi le tradizioni musicali della Montagna del Sole.
È la settimana di Pasqua del 1998. La Marini, con circa 100 allievi, dopo aver trascorso nel Salento i primi giorni della settimana santa, fino al mercoledì, il giovedì mattina parte alla volta del Gargano: «Ci trasferiamo nel Gargano, salutando il Salento e promettendo di tornarci. Abbiamo l’albergo a Peschici […] Arriviamo a Ischitella, dove ci aspetta Salvatore Villani, giovane etnomusicologo locale, con le sue donne: un magnifico gruppo radunato in una piccola sede. Come ci vedono, le donne si mettono a cantare senza fare tanti complimenti: è un repertorio bellissimo, e per noi completamente nuovo. Passioni, ninne nanne, canti epico-narrativi: c’è di tutto.» scrive nelle pagine 82-83 del suo libro. La sera del giovedì santo saranno a Vico per vedere i Sepolcri e ascoltare l’Ufficio delle Tenebre. Il venerdì santo, lo passeranno interamente a Vico per seguire le processioni della Passione e ascoltare lo stupendo canto polivocale del ‘Miserere’: «Partita la processione, il primo gruppo intona il ‘Miserere’, e così il secondo […] sfilano tutti con queste voci tuonanti di maschi forti: l’effetto è sconvolgente, ci mettiamo tutti a piangere, i battimenti sono troppi, non si regge a un’emozione del genere. Singhiozzando, faccio il numero di telefono di Patrizia Bovi perché senta che cosa straordinaria sia questo ‘Miserere’ di Vico.(pag. 85)» Il sabato pomeriggio, guidati da Salvatore Villani vengono portati nella casa di campagna di Antonio Maccarone di Carpino per ascoltare gli anziani cantori: Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. «Sono lì, seduti, sorridenti, sotto un ulivo, in un’oasi di pace. E si mettono a cantare. E capiamo subito che ci troviamo di fronte a veri cantori in funzione. Cantano e suonano sui loro strumenti, costruiti da loro, Sacco ha la sua chitarra battente, e accompagna con una grazia unica le sue tarantelle. “Sono loro, sono quelli dei dischi di De Simone” sussurro alle francesi. Ci coglie un’emozione profonda, gli italiani non credono ai loro occhi. Michele mi si avvicina e sussurra: “Ma è tutto De Simone!”. “Sì,” rispondo “solo che questi sono quelli veri, l’origine, la placenta”. (pag. 87)» Il concerto viene a un certo punto fermato dalla pioggia: «Si mette a piovere, piano piano, anche la pioggia è gentile. I vecchietti si ritirano. Ce ne andiamo con una sensazione di serenità mai provata così forte in questi tumultuosi giorni della Puglia (pag. 88)» Il viaggio musicale termina il sabato sera a San Giovanni Rotondo. Ci racconta Salvatore Villani: «Partiti da Carpino, ci rechiamo a San Giovanni Rotondo, dove il comune ha organizzato in collaborazione con il circolo culturale ‘Lu Puscinone’una tavola rotonda. L’incontro avviene nel bellissimo chiostro del Palazzo di Città. Dopo i saluti di Mario Ritrovato e dell’Assessore alla Cultura, Giovanna ed io prendiamo la parola, raccontando le nostre impressioni su questi tre giorni, così intensi. Nasce un dibattito con gli allievi che si sentono contenti e pienamente soddisfatti dell’esperienza di viaggio sul Gargano. Terminato il confronto si esibiscono in concerto il coro dell’Arciconfraternita dei Morti di Sant’Orsola, sotto la direzione del compianto priore Leonardo Mischitelli, che eseguono il Benedictus e il Miserere, e un gruppo locale che esegue musiche della tradizione sangiovannese: Giuseppe di Maggio, alla chitarra battente e organetto, Michele Rinaldi, alla chitarra battente, Antonio Steduto, alla chitarra battente, Arcangelo Marchesani e Francesco Gorgoglione al tamburello, Mario Ritrovato al mortaio di bronzo. La serata si conclude tra suoni e canti. Tutti gli allievi della Marini mi omaggiano cantando il Giovedì Santo di Ischitella, che avevano imparato durante il corso dell’anno 1997-1998. Un’emozione profonda mi coglie. Sono commosso nel sentire riproporre con sì grande rispetto e fedeltà un canto tradizionale e con voci così belle. Abbraccio fortemente Giovanna, la ringrazio e da allora nasce un’amicizia profonda che dura ancora adesso. Il disco che ho curato con Valter Colle della casa discografica Nota di Udine sui canti di Ischitella ha la presentazione di Giovanna Marini, che è stata molto vicina ai miei compaesani, esprimendo tutta la sua solidarietà, durante il trasferimento ‘forzato’ del parroco locale Don Fabrizio Longhi.»
Giovanna Salviucci Marini, è bene ricordarlo, oltre ad aver composto musica per film, teatro, con i maggiori registi, ha partecipato negli anni sessanta agli spettacoli ‘Bella Ciao’ curato da Roberto Leydi e Filippo Crivelli e ‘Ci ragiono e canto’ realizzato in collaborazione con Dario Fo. I suoi ultimi dischi, dopo Vi parlo dell’America, La cantata del Secolo breve e Il fischio del vapore, sono Buon giorno e Buonasera, con arrangiamenti e produzione di Francesco De Gregari e Passioni, con il suo quartetto vocale (Giovanna Marini, Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Patrizia Nasini)
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Lettera di Giovanna Marini a Salvatore Villani
15 aprile 1998
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