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PROPOSTE ARTISTICHE ______________________________________________________________________
1. Li Ariarule; 2. La vera storia di Bella Ciao; 3. Antonio Piccininno: Una vita cantata; 4. Le cantatrici di Ischitella; 5. Tarantelle del Gargano; 6. Canti Arbëreshë della Capitanata; 7. “Nëcolë sta alla Merëca e non më scrivë”; 8. Fridericus
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1.
LI ARIARULE
(I cantatori del Gargano)
Il gruppo-spettacolo “Li Ariarule” (in dialetto garganico indica i lavoratori dell’aia), è stato fondato da Salvatore Villani nel 2002. Esso propone canti di tradizione orale, appresi direttamente dagli anziani portatori della tradizione: ninne nanne, tarantelle, canti di lavoro, canti di serenata, di emigrazione, monodici e polivocali, canti arbereshe, canti religiosi, ecc.. Il gruppo è formato da musicisti di riproposta che possono esibirsi come tali, ma più frequentemente, coerentemente con il vero scopo della proposta, lo spettacolo si avvale della presenza di cantori e suonatori tradizionali, tra cui Rocco Cozzola, anziano di Carpino, i Cantori di Mattinata e le Cantatrici di Ischitella.
Esecutori
Salvatore Villani
(Voce, chitarre battenti e francesi, armonica, organetto)
Rocco Cozzola
(Voce, chitarra battente, tammorra e castagnole)
Angelo Frascaria
(Voce, chitarra francese e battente)
Carmine Cipriani
(tamburello)
Marco Montemitro
(fisarmonica)
Antonella Villani
(clarinetto e clarone)
I cantori di Mattinata - Le cantatrici di Ischitella
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2.
La vera storia di Bella Ciao
di e con
Salvatore Villani
Spettacolo multimediale
Con “il fattaccio” di Spoleto del 1964 al Festival dei Due Mondi, Bella Ciao diventa la canzone per antonomasia della Resistenza. Lo spettacolo parte da quella vicenda, per ripercorrere l’origine di una canzone ormai nota in tutto il mondo. Da canto narrativo, a rima infantile, da canto della Resistenza a canto di risaia, fino ad essere colonna sonora di quasi tutte le manifestazioni internazionali, con una melodia che ha lontane ascendenze ebraiche. Parte del testo è liberamente tratto dagli scritti di Giovanna Marini, Cesare Bermani, Roberto Leydi e Raffaele Iacovino.
Esecutori
Salvatore Villani
(voce recitante, canto e chitarra)
con la partecipazione delle
Cantatrici di Ischitellae
Carmine Cipriani
(tamburello)
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3.
Antonio Piccininno
Una vita cantata
Presentazione del volume di Salvatore Villani: Antonio Piccininno. Cantatore e Raccoglitore dei Canti Popolari di Carpino, pubblicato dal Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, 2008
Incontro con Antonio Piccininno e Salvatore Villani
Il libro vuole essere un omaggio di chi ha frequentato Antonio Piccininno con amicizia per quasi un quarto di secolo. Al suo interno sono stati riportati i manoscritti originali della sua autobiografia e del suo ultimo quaderno di raccolta dei canti popolari di Carpino. Allegato un CD musicale con 38 brani della tradizione carpinese da lui interpretati tra cui la ninna nanna, sonetti d’amore e di disprezzo nelle varie forme di tarantella, il canto religioso del Venerdì Santo (in cui Piccininno canta e si accompagna con la chitarra francese). Seguirà un concerto di musiche del Gargano.
Esecutori
ANTONIO PICCININNO
(voce e castagnole)
Rocco Cozzola
(Voce, chitarra battente, tammorra e castagnole)
Salvatore Villani
(voce, chitarre battenti, chitarra francese, organetto e armonica a bocca)
Angelo Frascaria
(voce, chitarra francese)
Carmine Cipriani
(tamburello)
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4.
Le cantatrici di Ischitella
Unico nel suo genere e rappresentativo della tradizione polivocale del Gargano, il gruppo spontaneo delle Cantatrici di Ischitella conosce un vasto repertorio di canti sacri, di lavoro, di emigrazione, narrativi, satirici, ecc., a due e tre voci, appresi direttamente dalla viva tradizione, durante i lavori campestri. La bellezza delle loro voci ha colpito fortemente Giovanna Marini che così si è espressa: “Le donne di Ischitella sono un corpo unico, con tanti occhi, tante voci, tanti sorrisi uno diverso dall’altro, tanti caratteri, ma sono una donna sola. La loro voce è un’unica voce potente, con un’emissione controllata, non urlano mai, eppure tesa come un sassofono suonato da un maestro. La loro musicalità è evidente, lineare, quasi tangibile. I loro codici d’interpretazione unanimi. È questa solidità, questa monoliticità, questa massa di suono, di corpo, di maternità, che coinvolge, avviluppa, non lascia possibilità al dubbio: le donne di Ischitella sono una certezza”.
Le Cantatrici si sono esibite in importanti festival tra cui il Tarantella Fest (Gargano), il Carpino Folk Festival, Festambientesud (Monte Sant’Angelo), Suoni dal Mediterraneo (Andria), Circolo Gianni Bosio – Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (Roma), rassegna Canti della Settimana Santa (Campolieto-Molise), rassegna Canti di Passione (Salento), Paesaggi sonori di Capitanata (San Nicandro Garganico).
Bibliodiscografia
Le tradizioni musicali nel Gargano, vol. 3, Canti e musiche di Ischitella, (a cura di S. Villani), Udine, CD, Nota 2.43, 2000, libretto di pp.28.
S. Villani, Le cantatrici di Ischitella - Canti e musiche tradizionali, Rignano Garganico, Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, Nuova Serie, 2005. Presentazione di Giovanna Marini. Premessa di Liana Bertoldi Lenoci.
S. Villani, Le cantatrici di Ischitella 2, Rignano Garganico, Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, Nuova Serie, 2007.
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5.
Tarantelle del Gargano e Pizziche del Salento
“La pizzèca pizzèca dal Gargano al Salento”
Lo spettacolo nasce dall’incontro di Salvatore Villani e Ruggiero Inchingolo, entrambi musicisti, ricercatori e interpreti della musica di tradizione orale pugliese, provenienti dalla scuola di Roberto Leydi, fondatore della moderna etnomusicologia italiana. Entrambi sono stati studiosi ed allievi di grandi maestri della tradizione: Villani coi cantori di Carpino, in particolare Andrea Sacco, famoso in tutto il mondo per la sua Mundanara (comunemente conosciuta come Tarantella del Gargano), Inchingolo con Luigi Stifani di Nardò, protagonista del tarantismo salentino, documentato nel libro La terra del Rimorso di Ernesto De Martino.
Esecutori
Salvatore Villani
(voce recitante, canto, chitarra francese e battente)
Ruggiero Inchingolo
(violino, mandolino, fisarmonica)
Angelo Frascaria
(canto, chitarra francese e battente)
Giancarlo Paglialunga
(canto, tamburello)
Carmine Cipriani
(tamburello)
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6.
Canti Arbëreshë della Capitanata
e tarantelle del Gargano
(In memoria di Roberto e Giorgio Ruberto)
La Capitanata, prima del 1806, si estendeva anche nella provincia di Campobasso e comprendeva nel suo territorio 6 paesi di origine albanese di cui oggi quattro sono situati nel basso Molise (Montecilfone, Portocannone, Ururi e Campomarino) e due in provincia di Foggia (Casalvecchio di Puglia e Chieuti).Gli albanesi si stanziarono in Capitanata per la prima volta nel 1461, ad essa seguirono altre immigrazioni fino al 1700. Questi primi immigrati erano soldati al seguito di Giorgio Kastriota detto Skanderbeg che, chiamato dal re di Napoli Ferdinando II d’Aragona, gli venne in aiuto in quanto era stato firmato un accordo di mutuo soccorso. Skanderbeg venne di persona con i suoi uomini sbarcando in Puglia sconfiggendo a Orsara l’esercito di Giovanni d’Angiò che stava per spodestare il re Ferdinando dal trono. Per questo servigio Skanderbeg ebbe in dono dal re i contadi di Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Trani. Il concerto propone canti in lingua albanese della tradizione di Chieuti, della Calabria, dell’Albania, del Kossovo e tarantelle garganiche.
Esecutori
Angela Dell’Aquila
(canto)
Donato Meola
(canto e chitarra)
Salvatore Villani
(canto, chitarra, baglamas, piano)
Georghios Charalampidis
(bouzuki)
Angelo Frascaria
(chitarra battente)
Marco Montemitro
(fisarmonica)
Carmine Cipriani
(tamburello)
Antonella Villani
(clarone e clarinetto)
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7.
“Nëcolë sta alla Merëca e non më scrivë” spettacolo in dieci quadri sull’emigrazione italiana nel mondo
Ideazione, testo e regia di Salvatore Villani
Lo spettacolo è prodotto dalla collaborazione di Salvatore Villani e Ruggiero Inchingolo (vedi note della proposta n. 4), e prende in considerazione una delle tematiche più rilevanti della storia popolare d’Italia e in particolare del suo meridione: l’emigrazione, tra speranze di riscatto e sofferenze per i drammi che subirono le famiglie che si dovettero separare per lunghissimi periodi.
Esecutori
Salvatore Villani (voce recitante, canto, chit. francese e batt.)
Ruggiero Inchingolo (fisarmonica, mandolino, violino)
Angelo Frascaria (canto, chitarra francese e battente)
Giancarlo Paglialunga (canto, tamburello)
Carmine Cipriani (tamburello)
1) Prologo: Breve storia sull’emigrazione recitata
2) Il viaggio (foto sulla nave)
Canto: Mamma mia dammi cento lire
Canto: Il tragico naufragio della nave “Sirio”
3) L’Arrivo: Recitazione della lettera di un emigrante
Canto: I sail over the ocean blue
4) La nostalgia
Canto: Noi siam partiti di una sera al chiar di luna
5) Le tragedie famigliari
Canto: L’Adelina
Canto: Peppinë
6) Le esperienze di lavoro
Racconto di una esperienza di emigrazione in Francia
Canto: Mio marito sta in Francia
7) La guerra e l’emigrazione “forzata”
Momento dedicato a Luigi Stifani
Racconto dell’esperienza in Grecia durante la guerra.
Brano strumentale con pizzica
Momento dedicato ad Andrea Sacco
Canto Solo con chitarra battente.
8) L’elemento magico: “il miracolo”
Proiezione ex-voto Natale Di Michele
Canto Religioso
9) L’emigrazione interna: “La transumanaza”
Canto: Quannë lu pëcurarë va ’lla messë
10) Finale - Canto: Voca barchetta
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8.
FRIDERICUS
in Puglia piana, la magna Capitana
La grandezza di Federico II tra storia e leggenda
Soggetto, testo, musica e regia di
Salvatore Villani
per voce narrante, voci liriche e voci e strumenti della tradizione orale, ensemble di musica contemporanea
IL TESTO E LE MUSICHE. La rappresentazione scenica è incentrata sulla figura dell’illuminato imperatore svevo Federico II, nipote diFederico Barbarossa, che in Capitanata ha le sue residenze predilette. Fridericus, nato nel 1194 a Jesi, piccola cittadina della Marca Anconitana, da Costanza D’Altavilla e da Enrico VI, sin da piccolo, manifesta una insolita sete di conoscenza nei confronti dello scibile umano, che spazia dalla scienza, alla letteratura, alla musica, alla caccia, etc. Lo spettacolo si apre con l’esecuzione di Dolce lo mio Drudo, una Siciliana attribuita, musica e testo, allo stesso imperatore, per proseguire in un viaggio, narrato in prima persona dallo stesso Imperatore, accompagnato dal suo fedele servitore e dal trovatore di corte. In questo viaggio Fridericus racconta la sua vita, il suo legame con la Capitanata e la sua repentina morte a Castelfiorentino. 1° Quadro: L’Imperatore è impegnato in una battuta di caccia tra i boschi del Gargano. Parte dal Palatium di Foggia, dove ha posto la sua ‘sede inclita imperialis’ (brano di musica contemporanea su Foggia), per fare una prima sosta a Castelpagano (brano musica comtemporanea su San Marco in Lamis), e proseguire alla volta del lago di Varano dove ascolta gli anziani Cantatori di Carpino e le voci delle Cantatrici di Ischitella, impegnati nel lavoro dei campi. Rientrando, si ferma al castello di San Nicandro Garganico (tarantella di San Nicandro). Prosegue con il rientro a Castel Fiorentino la sera, e l’accoglienza del Trovatore, che lo rallegra durante il banchetto, con un brano medioevale. 2° Quadro: La caccia prosegue il giorno dopo, ma questa volta Fridericus, si reca sul subappennino dove ascolta le Cantatrici degli Sciamboli e dove passa la notte presso la fortezza di Bovino (brano di musica contemporanea). 3° Quadro: Pur essendo stato scomunicato dal papa Gregorio IX, Fridericus decide di partecipare alla crociata, per liberare i luoghi santi. Prima di partire per la Terra Santa, si reca in pellegrinaggio alla Basilica di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, dove viene celebrata una Messa propiziatoria, accompagnata dalle voci della Cumpagnia di San Marco in Lamis. Scendendo a Siponto, ascolta un canto che narra in nuce la storia di Manfredonia (brano di musica contemporanea), città che prenderà il nome da suo figlio Manfredi, nato dal suo rapporto con Bianca Lancia. Un gruppo di musica balcanica scorta l’Imperatore fino a Brindisi, dove lo aspetta l’esercito e la nave su cui dovrà imbarcarsi. 4° Quadro: Giunge in Palestina e, invece di far guerra agli arabi, stipula, nel 1229, un accordo di pace con il sultano Al-Malik (brano di musica contemporanea). Assume quindi la corona del Regno di Gerusalemme nella chiesa del Santo Sepolcro e lascia la Terra Santa (Canto sacro eseguito dalla Confraternita di San Nicandro Garganico). 5° Quadro: Fa rientro in Italia e passando per Castel del Monte, deposita la sacra reliquia del “Santo Graal” (esecuzione brano attribuito a Federico II, riscritto per ensemble di musica contemporanea). Con li suo esercito di saraceni, si ferma al castello di Lucera (brano di musica contemporanea). 6° Quadro: Un’ultima battuta di caccia nella Capitanata (esecuzione di Va, Canzonetta mia di Re Enzo, figlio di Fridericus), lo porta alla morte a Castel Fiorentino nel 1250. Lo spettacolo si chiude con un lamento funebre generale che coinvolge tutti i cantori e i musicisti, in una kermesse sonora di alto impatto emotivo. _______________________________________________________________
Festival principali
Roma incontra il mondo (Roma), Etnic@: Università in..Carnevale (Venezia), Santarcangelo dei Teatri (Santarcangelo, Rn), Abbazia di Roy Aumont (Parigi), Scene Nationale Annecy Cinema Italien (Annecy), Premio Leone d'oro Film "Così ridevano" di G.Amelio (Torino), Musicalmente intrecci (Trieste), Settimana mediterranea (Bolzano), Festival "Villa Arconati"(Milano), Festival dei popoli (Firenze), Carpino Folk Festival (Carpino, Fg), Suoni dal Mediterraneo (Andria), Ville e Castella (Fano), Festival Interzona (Udine), Festival “Link” (Bologna), Teatro e colline (Calamandrana, As), Festival del Pedro (Padova), Premio Federico II a Gino Strada (Castel del Monte), Festival Volontarimini (Rimini), Notte della taranta (Sternatia), Isole sonanti (Potenza), Festa du mieru (Carpignano), Ethnos (Bolotana, Nu), Tarantella fest (Gargano), Festambientesud (Monte Sant’Angelo, FG), Festival delle rocche (Montà d’Alba, Cn), Danza la notte (Roma), La borgata che danza (Bellaria, Rn), Festival La musica del mondo (Salone della musica di Torino), I teatri del mediterraneo (Paglieta, Ch), Festival delle gravine (Mottola, Ta), Maggio solidale (San Giorgio a Cremano, Na), Tracce Joniche (Canna, Cs), Festival Giardini Scotti (Pisa), Notte della Taranta (Salento).
Collaborazioni Giovanna Marini, I cantatori di Carpino, Roberto De Simone, Daniele Sepe, Alfio Antico, Abdelly, Barrio Chino, Lucio Dalla, Ettore Castagna, Antonio Infantino, Gino Strada, Antonello Salis, Teo Ciavarella, Officina Zoè, Zimbaria, E.Winspeare, Folkabbestia, Alla bua, Canzoniere Grecanico Salentino, Uaragniaun. _________________________________________________________
Contact:
Salvatore Villani Cell. 333.2308282 Email: info@folkloregargano.com Indirizzo internet: www.folkloregargano.com
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